Una scuola fuori dal mondo

Negli scorsi giorni abbiamo cominciato ufficialmente la supervisione pedagogica e la raccolta dati sulle scuole cattoliche, che da qui a giugno contiamo di visitare accompagnando di volta in volta uno o l’altro dei nostri collaboratori locali. Per primo abbiamo deciso di accompagnare Willy che si recava a Dessources, una zona molto discosta, che è meglio visitare con la jeep.

La strada per Dessources è un continuo saliscendi su aride colline

La strada ci dicono che è buona, ma ormai sappiamo che non bisogna fidarsi troppo… Oltrepassata la località di Lohmond che già avevamo visitato in più occasioni, ci inoltriamo in una specie di savana montagnosa, bella, ma inospitale: pista sterrata a tratti molto tosta, nessun servizio (dispensario, negozietto, rete cellulare), acqua solo nel fondo valle, pochi sparuti alberi di cocco malconci (pochissimi banani, manghi, alberi del pane, avocadi,…), campi coltivati imbrugati e sassosissimi. Di cosa vive la gente qui?! La coltivazione certamente rende pochissimo (abbiamo visto delle piante di mais bonsai, talmente le condizioni sono sfavorevoli) e anche la produzione del carbone con pochi veri alberi non sembra un’opzione molto interessante. Penso alla zona di Baradères, forse più difficile da raggiungere, ma loro almeno hanno il mare, terre fertili, tanta acqua e qualche venditrice di strada .

A proposito, lungo la strada (immaginate di essere a metà della Tamaro-Lema, solo abbastanza larga da far passare un fuoristrada) incrociamo un tassista in moto che ha finito la benzina. Oltre a trovarsi a decine di chilometri dal distributore più vicino, non sa che in questi giorni le pompe di benzina sono tutte chiuse perché in sciopero, per cui l’unica soluzione è abbandonare la moto e continuare a piedi (va nella direzione opposta alla nostra)!

L’edificio che accoglie le scuole medie e il liceo

In totale sono 32 chilometri soltanto, ma ci mettiamo comunque oltre 2 ore per arrivare alla scuola che comprende medie e liceo posta sul crinale di una collina battuta dal vento. Il direttore informato del nostro arrivo ci accoglie calorosamente e subito andiamo ad assistere alla lezione del docente che sta seguendo il nostro corso per vedere come se la cava. È una lezione di creolo, in una piccola classe di settima (= seconda media), ricavata dividendo un locale con un divisorio in legno. Gli allievi sono molto tranquilli, forse intimoriti dalla nostra presenza, ma comunque il rumore della classe a fianco impedisce quasi di sentire cosa dice il docente.

Durante la visita ad una lezione di creolo

Il tema della lezione riguarda la costruzione della frase e il docente passa un buon 15 minuti a scrivere 5 esercizi alla lavagna che poi gli allievi risolvono autonomamente. A qualcuno viene chiesto di scrivere la risposta alla lavagna, due frasi di sintesi e la lezione è già finita. Difficile da valutare, senza conoscere troppo il contesto, anche se personalmente non vedo bene quale sia stato l’apporto del docente… Nell’altra classe stanno facendo fisica, ma devo terminare di riempire il formulario e non faccio in tempo, peccato!

Tutto sommato, per gli standard haitiani la scuola di Dessources è comunque di buon livello: pulita, ampi spazi, latrine in ordine, buona organizzazione. Il direttore orgoglioso ci regala una copia del regolamento interno e ci mostra le dispense che ha scritto per i suoi allievi. Terminata la lezione ci spostiamo poco più in alto, dove si trova la casa parrocchiale che ingloba l’edificio che accoglie le scuole elementari, l’asilo e un piccolo dispensario.

Il complesso che ospita il presbiterio, scuola dell’infanzia e media, dispensario e chiesa

In direzione sono in bella mostra le foto delle classi locali e di una scuola americana consorella di New Orleans. Grazie all’aiuto finanziario di quest’ultima, la scuola di Dessources, nonostante la località avversa, è dotata di mensa, refettorio/auditorio, biblioteca, servizi igienici, chiesa e cappella, piccolo dispensario…. insomma full optional!

La direzione delle scuole elementari con le foto delle classi locali e della scuola consorella di New Orleans

Gli allievi delle elementari hanno appena finito un’esame e stanno riposando in classe in attesa di andare alla mensa. Fuori nel cortile il docente di catechismo sembra stia confessando gli allievi, ma in realtà è un interrogazione orale ;-). I bambini dell’asilo sono ancora a lezione, nelle coloratissime e addobbate aule. Purtroppo al posto di vederli giocare, constatiamo ancora una volta che qui all’asilo si impara già a scrivere e un bambino è alla lavagna a copiare la sillaba “TA”, mentre gli altri seduti lo guardano.

Alla scuola dell’infanzia si inizia già a scrivere… che stress!
E i compagni stanno seduti a guardare… che noia!

Il parroco responsabile, Padre Wildor, più che un uomo di chiesa, sembra un pugile dei pesi massimi, massiccio che incute un certo timore, ma con una risata potente e contagiosa. Quando era stato inviato dal vescovo ci racconta che non c’era quasi niente e le prime notti le ha passate dormendo sui banchi della cappella. Non per niente prima di lui 7 preti avevano rifiutato il trasferimento a Dessources. Con molta determinazione Wildor ha ampliato piano piano la scuola, il presbiterio e la strada che secondo lui ora è facile (per me è nella top 10 delle peggiori che ho percorso finora). In futuro vorrebbe avviare anche una scuola per apprendisti. Ci racconta che tutto è più caro, sabbia, ferro e cemento costano 5 volte tanto rispetto alla città a causa del trasporto. L’acqua viene pompata da un pozzo molto profondo e immagazzinata in grandi cisterne. La benzina è essenziale per far funzionare i generatori, altrimenti per andare a prendere l’acqua a piedi bisogna camminare oltre un’ora. Prima dell’avvento di questa “comodità”, racconta che gli allievi dovevano arrivare al mattino con un bidoncino d’acqua.

Père Wildor, Mery, il sottoscritto e Willy

Tornando diamo un passaggio a Wildor che ci accompagna a visitare un orfanotrofio gestito da un associazione americana. Ci sono una ventina di bambini tra cui alcuni portatori di handicap gravi costretti sulle sedie a rotelle. Una ragazzona con un handicap mentale, vittima di violenza, ha appena partorito il suo bambino. Chissà che futuro avrà? Mery chiede se fanno adozioni, ma la risposta è negativa. I ragazzi possono restare fino a 18 anni, poi si vedrà… Un gruppetto di bambini gioca nel cortile e ci sediamo con loro. Scopriamo che poco lontano esiste anche un ospizio per anziani, la prima struttura di questo tipo di cui abbiamo notizia! Ci promettiamo che un giorno torneremo per una visita più approfondita, però ora siamo stanchi ed è ora di tornare.

I simpaticissimi bambini dell’orfanotrofio

3 pensieri su “Una scuola fuori dal mondo

  1. Pingback: Iniziate le visite alle scuole! - Dal Ticino in missione ad Haiti

  2. Maurizio

    Si chiamerà pure “Dessources”, ma mi sembra che des sources (delle sorgenti), ce ne siano ben poche!
    Lungo la strada, avete detto, nessun servizio, dispensario, pompa di benzina eccetera.
    Ma c’è un paese attorno alla scuola di Dessources (dalle foto non lo si vede)?
    Di cosa vive la gente (se la terra non si può coltivare e non c’è acqua)?
    Come fanno le mamme a partorire se non c’è assistenza?
    Come fanno i bambini a raggiungere la scuola?
    Come fanno i neonati a mangiare, a crescere senza avere problemi di denutrizione con conseguenti malattie?

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    1. Scusami Maurizio, mi sono accorto che non avevo risposto alle tue domande! Ora ci provo: 1) Qui a parte in città, le case non formano veri nuclei, ma sono diffuse come i canditi nel panettone 2) Di cosa viva la gente in posti come Dessources è in parte un mistero per gli haitiani stessi. Comunque direi che campano del pochissimo che riescono a raccimolare dalle magre coltivazioni, dalla vendita di un po’ di carbone che comunque tutti producono, da micro commercio, dagli aiuti di qualche parente o associazione. 3) La maggior parte delle mamme partorisce in casa, ma in caso di complicazioni c’é un ospedale non molto lontano, ma comunque difficile da raggiungere 4) I neonati crescono spesso male e si ammalano proprio per il fatto che non sono nutriti adeguatamente e molto spesso le mamme danno loro del cibo solido già quando hanno pochi giorni, peggiorando la situazione.

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