L’associazione ASPISS fa tombola!

Oggi abbiamo riservato la giornata per partecipare ai festeggiamenti dell’associazione ASPISS che Jean-Claude organizza ogni anno per portare allegria ai suoi ospiti, ringraziare tutti coloro che collaborano e cercare di dare un po’ di visibilità all’ importante servizio svolto.

Dato che spesso con Vivian e Evens parliamo di quello che facciamo, oggi li abbiamo invitati e venire con noi per poter vedere con i loro occhi le gioie e le difficoltà che vivono loro concittadini più sfortunati. È importante realizzare che sempre e ovunque c’é chi è messo peggio, altrimenti si finisce per piangersi addosso tutto il tempo.

Arrivati al centro Salomass, la prima sorpresa è che la casa è stata tinteggiata con colori sgargianti: rosa, blu e verde! C’é già una bel gruppetto di persone, che in gran parte conosciamo, ad attendere sotto un telone, mentre Jean-Claude, corre avanti e indietro come una trottola per gli ultimi preparativi. Ha preparato un cartellone con scritto « moun andikape se moun tankou tout moun » , ovvero “le persone partatrici di handicap sono persone come tutte le altre”.

I presenti, oltre agli ospiti del centro tutti in tiro, provengono perlopiù dal village Misericorde e sono un campionario di umanità: Moise e Colera, entrambi senza una gamba, ma con la lingua lunga, Marioline, senza un braccio, José tutto sgembo e con un gran vestito bianco che quando è arrivato sembrava un profeta, Wilson il più normodotato… Intanto Charle, completamente nudo, è seduto in bellavista per ricevere la doccia.

Il presidente, come è consuetudine, inizia il suo discorso ringraziando tutti i presenti, e in particolare la signora Chimen che instancabile si occupa 7 giorni su 7 di cucina, pulizia, igiene degli ospiti e trasporto dell’acqua. Anche oggi mentre siamo seduti, lei è già ai fornelli a preparare il pasto per tutti! Un GRAZIE speciale è andato naturalmente all’associazione Santa Lucia, Mauro e Carlo che hanno permesso la realizzazione della nuova costruzione, così come a tutti i missionari che sono passati nel corso degli anni: Wilna, Carmen, Nicole, e… noi. Mi tocca anche un piccolo discorso in creolo al quale incredibilmente riesco a dare un senso compiuto.

Nell’attesa di un piccolo teatro, proponiamo ai presenti una tombola con ricchi premi: fiammiferi, biscotti, caramelle, spazzolini e pettini! Distribuiamo cartelle e matite e Mery spiega le regole, solo qualcuno sa già come funziona. Purtroppo oltre a Tun che è cieca, alcuni presenti non sanno leggere neanche i numeri, così li teniamo d’occhio per aiutarli. Per un po’ non succede nulla, ma quando arrivano le prime quintine seguite dai premi, l’ambiente si scalda. Qualcuno al posto di cerchiare i numeri sulla cartella, scrive quelli estratti negli spazi vuoti… alla fine per qualsiasi numero estratto si annunciano tutti. Per non scontentare nessuno facciamo un giro a dare un premio anche a chi non è stato fortunato.

Compaiono anche due improbabili giornalisiti di radio Caribe e radio Flamax che intervistano alcuni ospiti. Vorrebbero anche parlare con me, ma da cavaliere farlocco, li dirotto dalla Mery che ormai si destreggia abilmente in creolo.

I teatranti non sono ancora pronti così tra i presenti c’é chi inizia a raccontare barzellette o fare indovinelli. All’inizio molto timidamente, poi diventa una competizione. Non capiamo tutto, specialmente certi giochi di parole, ma anche l’umorismo è diverso dal nostro, comunque molti ridono di gusto.

Finalmente il teatro comincia, ma visto che alcuni attori non si sono presentati, subisce dei tagli al copione. In ogni caso la trama principale è rispettata: un ospite del centro si sente male e deve essere portato all’ospedale, Jean-Claude chiede ai presenti di cercare un veicolo, ma al posto di eseguire l’incarico un ragazzo se ne va con una ragazza. Poi quando torna, al posto dell’auto prende Modline, Onel e Melano con le loro sedie a rotelle che vorrebbe usare per il trasporto. C’é una piccola parte per tutti. Il finale ci rimane poco chiaro in ogni caso l’interpretazione più convincente è quella di Moise che si è buttato a terra all’inizio della piece ed è rimasto fino alla fine immobile, tanto che sembrava veramente morto…

4 pensieri su “L’associazione ASPISS fa tombola!

  1. Maurizio

    Ma perché la prossima volta non pubblicate un video, che possiamo anche noi sentirci un po’ lì, in questo luogo di vita, di dolore e di speranza? Vedere la Mery e il Seba che parlano in creolo, quello che giocano a tombola senza saper leggere i numeri, il teatro dove mancano alcuni attori… farci due risate di tenerezza e renderci davvero conto che c’è chi è messo peggio (molto, molto peggio…) così da non “piangersi addosso tutto il tempo”. Grazie per questo spaccato di umanità, che ci fa pensare.

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    1. Caro Maurizio, capisco il tuo desiderio, ma come i libri sono belli perché lasciano un po’ di spazio all’immaginazione così anche il nostro blog stimola la fantasia 😉 Scherzi a parte per noi è molto più semplice fare foto rispetto a video. Qualche volta ne abbiamo fatti, ma richiedono più impegno e tempo. Comunque prima o poi cercheremo di accontentarti!

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  2. Mauro

    Carissimi! È veramente incredibile come le cose, anche quelle che per noi sono le più semplici, laggiù diventino sempre una grande avventura! Mi immagino gli sforzi fatti per portare a termine le prove per la rappresentazione teatrale… e l impegno messo per spiegare le regole della tombola! I risultati, che per noi sarebbero deludenti, li diventano invece il motivo per rinnovare gli sforzi e trovare ogni giorno gli stimoli per portare avanti con convinzione il lavoro iniziato ad Haiti. Seba, visto che vi fermerete di più… non perdere la speranza di riuscire ad imparare bene il creolo… la Mery è sempre stata troppo brava con le lingue e quindi non sentirti „imbranato „ … 😉 cari saluti papà

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    1. Ciao Mauro, non preoccuparti anche se in creolo non sono sciolto come la Mery, riesco quasi a dire tutto quello che voglio per cui sono già contento 😉 Grazie per i tuoi commenti che ci spronano a continuare a scrivere e sopratutto a svolgere le attività!

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