Giorni di Natale

Il Natale qui ad Haiti si vive diversamente che alle nostre latitudini e non è certo una sorpresa. Per cercare di dare un’idea a chi fosse curioso ecco qualche dettaglio in più…

Anche se è Natale, con l’avvicinarsi della fine dell’anno la gente ha la casa vuota. Per questo motivo alla vigilia, siamo andati a « fare shopping » in un grande deposito, dove abbiamo riempito la jeep di sacchi di riso, mais, spaghetti e altri generi alimentari all’ingrosso da distribuire ai bisognosi.

Addobbi natalizi non se ne vedono, a parte un gonfiabile con dei pinguini sul tetto della ditta che vende ghiaccio e uno strapazzato abete di plastica all’entrata di un punto di vendita dell’acqua potabile. Rientrati a Paillant, siamo andiati a portare un set di alimenti a Ermit, una povera nanetta, che non potendo restituire un prestito ricevuto dallo stato ha rischiato di finire in prigione.

Il giorno di Natale abbiamo invitato a pranzo Michaelle con la sua bambina, ma quando sono andato a prenderla, come spesso capita qui, scopro che a sua volta ha invitato il nipote… vabbé solo una persona in più ci è andata ancora bene! Sembra un uomo maturo, ma ha solo 18 anni e fa la seconda media. La piccola Tamael l’abbiamo messa in un catino con dei cuscini, perchè qua culle, passeggi e parchetti per bebé sono articoli di ultra lusso.

Finito il pranzo abbiamo dato a Michaelle qualche vestito per la bambina e un po’ di alimenti per la sua bancarella. Ci dice che fatica a vendere, ma almeno una piccola entrata ce l’ha anche se il beneficio è quasi nullo… scopriamo che sogna di fare la sarta, a noi sembra proprio una bella idea, vedremo come aiutarla. Intato abbiamo spedito il nipote a raccogliere dei fagioli in giardino così da completare i doni.

Dopo averli riportati a casa ne approfittiamo per passare a visitare Bettina, una neo ragazza-madre, vittima di abuso. « Sai che giorno è oggi » le chiediamo « venerdì » risponde, ma non sa che è Natale e neppure cosa esso rappresenti. Lei con la famiglia vivono in una casa modestissima e nello spazio esterno di sono rifiuti ovunque… una vera tristezza. Lasciamo del cibo e qualche vestito per la sua bambina di nome « Love ».

Per Santo Stefano, finalmente il Père Junior viene a celebrare la messa per i poveri del Village Misericorde che da mesi gli avevamo chiesto. Così sotto una tettoia di lamiera, tra anziani, giovani, malati, abbandonati, cani,… si svolge questa strana messa di Natale. È una celebrazione partecipata, tanté che ogni tanto si deve intervenire per calmare un qualche presente che commenta ad alta voce. Al termine aiutiamo le suore a distribuire un pasto caldo per tutti i presenti. Il prete benedice la rete da pesca che José sta costruendo e un fornello fatto da Wilson, entrambi ovviamente sono felicissimi.

Domenica abbiamo invitato suor Marzia, Janeli e Sophie a pranzo perché volevamo dar loro un po’ di sollievo e poi sono veramente divertenti. Purtroppo come tutte le suore, lavorano molto bene, aiutano tanto i poveri, ma non hanno nessuno svago e qualcuno che le inviti. Fatto sta che abbiamo gustato assieme un buonissimo capretto parlando del più e del meno in un mix di francese, creolo e spagnolo (due di loro sono dominicane).

Il pomeriggio siamo passati dall’associazione ASPISS per portare il rifornimento di viveri, salutare gli ospiti e dare loro un utile regalino: spazzolino, dentifricio e sapone. Gli restituiamo anche una sedia a rotelle che avevamo preso da riparare e consegnamo a Roger un frigo box per iniziare un piccolo commercio di bibite fresce. Tun, l’anziana cieca è di pessimo umore e sclera come una matta…

Lunedì Mery lavorava al dispensario perchè la sua collega haitiana senza dire niente ha preso un mese di vacanza lansciandole un sacco di pazienti! Nel frattempo io sono andato in banca dove una lunga fila di persone era in attesa: molti ritiravano i soldi che gli inviano i parenti dall’estero, i più fortunati il loro salario. Nonostante diversi clienti superavano senza curarsi di chi era in coda, sono restato zen fino al mio turno. Ricevuti i dollari sono andato da un altra parte a cambiarli in moneta locale. Rispetto a due mesi fa con lo stesso montante ho ricevuto il 15% in più di gourdes. Per me è un vantaggio, per gli haitiani significa che il prezzo reale di molti prodotti esteri (tra cui il riso!) sta nuovamente salendo! Inseguito sono tornato a recuperare Mery al dispensario, abbiamo pranziamo tardi e poi ci siamo dati alla rilegatura dei libro che ha creato per gli Agenti di salute.

Martedì in mattinata sono andato da Apolinese, marito di Odette, per dargli un po’ di cemento in modo che possa costruire un gradino per accedere alla sua latrina. Appena gli ho consegnato il cemento, al posto di ringraziarmi mi ha detto che non aveva i soldi per comprare la sabbia… Dopo sono andato per controllare la medicazione da Lipresan, ma puzzava talmente che prima ho dovuto fargli una doccia. Il pomeriggio Mery ha organizzato al centro di salute di Madian un incontro di formazione con un gruppo di donne incinte. Gli agenti di salute hanno spiegato i vari temi, Merlande era esilerante quando parlava di allattamento. Al termine abbiamo distribuito il set di alimenti preparato la sera precedente e Mery ha consegnato il quaderno agli agenti si salute: sono al settimo cielo.

Mercoledì finalmente eravamo contenti di non avere impegni e stare un attimo tranquilli, ma ci chiamano dicendoci che Lipresan, l’anziano signore che seguiamo, sta molto male… così via di corsa, cambio catetere soprapubico come in un pit-stop di formula uno con Mery che dirige e io faccio l’assistente…

Tra tutte queste attività dimenticavo di segnalare i numerosi bisognosi che sono passati a casa nostra, a tutte le ore, per chiedere un aiuto. Diversi di loro, non solo non hanno fatto niente di speciale per Natale, ma lo hanno passato con la fame.

Ovviamente non si è trattato del periodo di riposo che speravamo di avere, ma la gioia dell’incontro con tutte queste persone, ha reso questi giorni veramente speciali, come se avessimo partecipato ad una specie di presepe vivente.

6 pensieri su “Giorni di Natale

  1. Maurizio

    Negli anni scorsi, prima della pandemia, eravamo soliti organizzare il Presepe vivente: una ricostruzione animata della grotta di Betlemme, con i bambini protagonisti. Il tutto finiva con una mangiata preludio alle indigestioni di cibo, di luminarie e di regali del nostro Natale.
    Sono però sempre più convinto di quello che dite alla fine del testo: il Presepe Vivente lo avete fatto voi!

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  2. Maurizio Cattaneo

    Uno alla sera può davvero dormire sonni tranquilli, sia per la stanchezza, sia perché sa di aver fatto quello che è giusto fare. O tutta la miseria che vedete la tranquillità ve la toglie? un abbraccio, carla

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    1. Ciao Carla! Nonostante tutto riusciamo a dormire bene (certamente la stanchezza aiuta). È comunque vero che a volte abbiamo delle preoccupazioni, specialmente per quei casi in cui possiamo fare poco o il futuro appare grigio, come nel caso di Lipresan o Bettina… Non ci si può porre degli obiettivi troppo alti, o quanto meno non ci si deve illudere, ma imparare piuttosto a essere contenti per esserci più che per quello che si riesce a fare.

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      1. Maurizio Cattaneo

        Molto bello quando dici « esserci più che fare », anche se esserci non esclude anche il fare (quello che si può). Non è scontato, ma hai ragione, penso sia fondamentale.
        Tra l’altro: buon anno, speriamo pieno di abbracci e strette di mano!, carla

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  3. Mauro

    Carissimi! Qui, nonostante il problema COVID, le cose sono un po‘ diverse… in ogni caso, come certamente sapete perché seguite le notizie, la situazione non è per niente in via di miglioramento. Vedremo quello che succederà nelle prossime settimane. Oggi, primo gennaio, sono a pranzo dai nonni. Nonostante tutto, stanno abbastanza bene. Il nonno ha cucinato la polenta… in terrazza perché non voleva rovinare la cucina! Certo che da noi, la messa non si commenta! Penso però che questo significa che qualcuno una qualche domanda se la ponga! Un grande plauso alle suore. Le nostre esperienze ci dimostrano quanto lavoro e con quale abnegazione riescano a fare in tutto il mondo! Il capretto se lo sono meritato e certamente avranno apprezzato un po‘ di chiacchiere in libertà. Stiamo imparando conoscere i vostri personaggi! Ogni giorno una nuova avventura! Un grande Abbraccio anche da parte dei nonni! Cari saluti, papà

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  4. Sandro

    Carissimi, quanto hanno scritto Maurizio, Carla e Mauro è più che sufficiente per commentare le vostre belle (sì belle anche se tristi) storie di Natale vissute in semplicità e, mi sembra di capire, con grande gioia (quella interiore) da parte vostra. Gesù Bambino è nato povero tra i poveri e Papa Francesco ce lo ricorda sempre. Ha ragione Maurizio quando dice che “il presepio vivente lo avete fatto voi”. Quanto state facendo può sembrare “inutile” viste le condizioni e i mezzi a disposizione. Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti” scrive: “Abbiamo bisogno di far crescere la consapevolezza che oggi o ci salviamo tutti o nessuno si salva. La povertà, il degrado, le sofferenze di una zona della terra sono un tacito terreno di coltura di problemi che alla fine toccheranno tutto il pianeta. Se ci preoccupa l’estinzione di alcune specie, dovrebbe assillarci il pensiero che dovunque ci sono persone e popoli che non sviluppano il loro potenziale e la loro bellezza a causa della povertà o di altri limiti strutturali. Perché questo finice per impoverirci tutti.”
    Quanto è difficile essere fratelli tutti.

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