Operazione scabbia

Gli agenti di salute comunitaria del dispensario di Madian escono settimanalmente sul terreno e quindi conoscono bene la realtà locale. Poco tempo fa avevano segnalato la presenza di molti bambini malati di scabbia in villaggio sperduto in montagna.

La scabbia è una malattia della pelle dovuta ad un parassita che si nutre e scava nel derma causando un forte prurito, che di conseguenza apre le porte ad altre infezioni a seguito delle lesioni che si creano grattandosi. Le scarse condizioni igieniche, la promiscuità e il sovraffollamento delle case dei poveri favoriscono la propagazione dell’infezione, che attualmente sta causando un’epidemia nella zona.

Abbiamo perciò deciso di utilizzare una parte delle donazioni ricevute con l’indicazione SCUOLE E SALUTE per acquistare in quantità i medicinali per trattare questa patologia ed accompagnare gli agenti di salute sul campo. Loro normalmente raggiungono la località a piedi perché non possono permettersi la benzina per andarci in moto e inoltre la strada è molto dissestata.

Mery assieme agli agenti di salute Alius, Merlande e Denise

Eravamo pronti ad una bella scarpinata, ma all’ultimo momento, sapendo che abbiamo a disposizione un fuoristrada, ci dicono che si può arrivare anche in auto. Bisogna sempre diffidare dal giudizio dei local sulla percorribilità delle strade, ma comunque tentiamo. In effetti a parte alcuni passaggi, con le ridotte riusciamo ad arrivare senza troppo problemi a Corail.

In un edificio della locale scuola battista ci attende un gruppetto di mamme con i loro bebé come se fossero in attesa di una proiezione al cinema. In realtà siamo in ritardo di un’ora, ma qui tutti sono abituati ad aspettare e ci stressiamo solo noi… Si inizia subito: Merlande fa una breve introduzione sull’importanza dell’igiene, utilizzando il bel libro per l’educazione che ha preparato Mery. Dopodiché da un lato dell’aula gli agenti iniziano a vaccinare i bambini, mentre dall’altra parte Mery fa le consultazioni sulla cattedra del maestro.

All’inizio sembra che non ci siano molto bambini che soffrono di questa malattia, ma man mano che passa il tempo compaiono nuove mamme con casi più gravi.

Io come mi capita e piace, faccio il tuttofare: documento con foto il lavoro e i casi più gravi, riempio i flaconi con il liquido ammazza-parassiti, mi intrattengo con i pazienti in attesa ed esco a curiosare i dintorni. In una di queste pause, con sorpresa scopro che nel locale a fianco è in funzione la scuola per cui entro a vedere. In un grande locale sono seduti negli angoli 4 gruppetti di allievi. Solo in uno c’é l’insegnante, gli altri ammazzano il tempo… Parlo con il direttore il quale mi spiega che una volta c’erano molti più allievi, ma da quando nel villaggio vicino è in funzione la scuola pubblica, la maggior parte dei bambini va lì perché è più economica.

In ogni caso ciò che mi colpisce di più è vedere come gli allievi, nonostante siano a scuola, in realtà sono allo sbando: nessuno li segue, nessun mezzo didattico, niente esercizi, niente di niente a parte ovviamente l’uniforme colorata. Mi rattrista pensare alle povere famiglie che fanno sacrifici incredibili per pagare la scuola dei figli e poi in cambio non ricevono quasi nulla. Sono tentato di improvvisare una lezione ad un gruppo di nullafacenti, ma non posso abbandonare il « team salute ».

Torno nell’edificio improvvisato a centro di salute. Alius, sta tentando di fare una breve spiegazione sulla piramide alimentare, ma tra pianti di bambini e mamme chiacchierone è una vera impresa. Inoltre al posto di parlare di categorie di alimenti, fa subito degli esempi , così le mamme ripetono a memoria pensando che devono mangiare solo papaia e mango e nessun altro frutto perché non era tra gli esempi. Poi dimentica le leguminose tra gli alimenti proteici per cui c’é subito chi protesta dicendo che mancano i soldi per comprare carne e pesce ogni giorno…

I bebé sono molto carini, tutti imbacuccati nei loro vestitini, ma la loro pelle è già rovinata dal parassita, in particolare mani, piedi, pancia e nei casi più gravi anche il viso. Fortunatamente non emergono casi di malnutrizione, ma molti bambini anche piccolissimi (pochi mesi), sono evidentemente sofferenti.

Dato il gran numero di persone ad un certo punto Mery fa una spiegazione di gruppo su cause e cura della scabbia, ma c’e una gran confusione per cui dopo deve spiegarlo nuovamente a quasi tutte le mamme separatamente. Alcune, stanche per l’attesa, decidono che anche io sono un medico e cominciano a chiedermi consultazioni e medicinali. La mia risposta è semplice: 1. Mwen pa dokte (non sono un medico) 2. Nou genyen selman medikaman pou gale (abbiamo solo medicinali per la scabbia) 3. Al chita epi fè yon ti tann (vai a sederti e aspetta il tuo turno).

Una dopo l’altra, passano tutte le mamme (o qualcuno che ne fa le veci) con i loro bambini e sono felici di ricevere una spiegazione e il medicamento gratuitamente che altrimenti molte non potrebbero permettersi. Se sapranno seguire le istruzioni e mantenere un minimo di igiene, la maggior parte potrà guarire da questo fastidiossisimo disturbo.

Alla fine la postazione vaccinazioni sembra una trincea dove una mitragliatrice ha scaricato tutti i caricatori e sono rimasti i bossoli accumulati a terra. In effetti qui non vanno alla leggera con le iniezioni: Alius iniettava vaccini come se l’efficacia dipendesse dalla velocità.

Torno nell’aula vicina dove prima facevano lezione: ora ci sono 3 bambini che giocano a calcio con un vero pallone nonostante non si tratti di una palestra, sfruttando i banchi, non proprio in buono stato, come delle porte. La Mery, giusto per sollevarsi il morale, da un’occhiata alle lattrine della scuola: probabilmente lì tra qualche mese verrà scoperto il focolaio di una nuova malattia contagiosissima!

Beh, in ogni caso, ironia a parte, l’operazione ha permesso di vaccinare una cinquantina di bebé e ne sono stati visitati una trentina con la scabbia, i quali hanno ricevuto il medicamento per loro e tutti componenti della famiglia, probabilmente infetti. Essendo Corail una località discosta e molto povera, difficilmente la gente avrebbe potuto permettersi di spostarsi per andare dal dottore e pagare le cure. Perciò un GRAZIE sincero a tutti coloro che attraverso una donazione hanno permesso che ciò potesse realizzarsi! Un’altra piccola goccia nell’oceano del bisogno…

5 pensieri su “Operazione scabbia

  1. Maurizio

    Non vorrei sembrare scontato, ma l’ultima frase del sempre godibile racconto (godibile per la freschezza della narrazione, preoccupante per i contenuti e la sofferenza della gente), ha fatto riecheggiare in me un’altra frase che mi ha sempre colpito. È di Madre Teresa che diceva: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.”
    Per tornare invece al racconto precedente, quello degli imprenditori in erba, la frase che avevate scritto (in riferimento a come poter rendere felici le persone) la associavo a un altro personaggio ben conosciuto. Scriveva infatti Baden-Powell nel suo ultimo messaggio: “La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo della carriera, né dal cedere alle vostre voglie… il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.”
    Da queste osservazioni traggo due conclusioni.
    La prima è che vi siete ispirati a degli ottimi personaggi per guidare le vostre azioni.
    La seconda è che nonostante tutte le miserie con le quali siete confrontati, siete felici.
    O sbaglio?

    "Mi piace"

    1. Complimenti per la tua analisi caro Maurizio! Certamente, nonostante le tante cose tristi che vediamo ci sentiamo felici. Sembra quasi un paradosso, ma come insegnano Madre Teresa, Baden Powell e tanti altri personaggi , in realtà è proprio ciò che abbiamo la fortuna di sperimentare ogni giorno!

      "Mi piace"

  2. carla

    Cari Mery e Seba, grazie per i vostri racconti di vita e per il lavoro che fate. Una domanda, forse sciocca: ma se nessuno intervenisse in un ipotetico villaggio sperduto e se non ci fossero i medicamenti adeguati, questi bambini sono destinati a morire di una qualche infezione o prima o poi verrebbero portati da un medico?

    "Mi piace"

    1. Ciao Carla, ci fa piacere che ti piacciano i nostri racconti che escono così come li leggi dalla vita quotidiana. Per rispondere alla tua domanda posso dirti che tra i più poveri sono frequentissime infezioni croniche di cui magari non muori, ma che rendono ancor più pesante la già difficile condizione di vita. Certo che i bambini piccoli e gli anziani sono più vulnerabili e sommando tutte le patologie non curate (in particolare infezioni della pelle, dei denti, dell’apparato digerente) possono veramente rischiare la vita. Qui è chiaro che se non hai i soldi, non vieni curato . Putroppo anche in posti dove offrono servizi gratuiti come al centro di salute dove lavora Mery, se non hai i soldi per arrivarci, sei fregato. Per questo motivo gli agenti di salute si recano direttamente sul terreno nelle zone più discoste, dove altrimenti le cure mediche praticamente non esistono e puoi morire per malattie facilmente curabili. Per questo a volte ci si sente veramente come strumenti della provvidenza che permette a qualche fortunato di ricevere cure che altrimenti non potrebbe mai permettersi…

      "Mi piace"

  3. Pingback: Salute per tutti - Dal Ticino in missione ad Haiti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...