Imprenditori in erba

Aiutare le persone che incontriamo non è sempre facile. Inizialmente c’è sempre l’entusiasmo (da entrambe le parti) di poter dare/ricevere un sostegno immediato, in risposta ad una situazione di emergenza: cibo, medicinali, vestiti, soldi, … Fa bene a tutti, ma poi rapidamente i benefici terminano e bisogna pensare a come proseguire.

Il bello di conoscere le persone, di poter parlare con loro, ascoltare cosa hanno da dire, vedere dove vivono, … è che spesso ti aiuta a capire come poterle aiutare e renderle più felici.

Wilson, ad esempio, abita al Village Misericorde assieme ad altri poveri di Miragoâne. L’avevamo incontrato diverse volte in occasione delle visite e piccole formazioni nel centro. Abbiamo visto che stava costruendo un fornello, ma non aveva tutto il materiale necessario, così gli abbiamo portato un sacco di cemento. Si è subito messo all’opera e lavorando sapientemente degli scarti di lamiera raccolti dalla spazzatura ha potuto completare il primo lotto che in parte è già riuscito a vendere. Grazie al guadagno ha potuto acquistare un altro sacco di cemento. Era talmente orgoglioso del lavoro che ha voluto gli facessi una foto assieme a sua moglie.

Wilson e i suoi fornelli. Oltre che belli sono anche ecologici perché permettono di cucinare risparmiando carbone.
Wilson con consorte

Un vicino di Wilson, che avevo portato una volta a Madian perché Mery lo visitasse, tra le tante cose ci ha raccontato che era un pescatore e che è capace di tessere reti da pesca. Detto fatto, gli abbiamo portato qualche rotolo del filo giusto ed è cambiato totalmente. Da semi depresso, un po’ scorbutico, ormai rassegnato alla sua situazione, è diventato allegro e scattante come una molla, nonostante dei gravi problemi muscolari. In pochi giorni si è auto-prodotto gli utensili necessari usando dei rifiuti e ha tessuto con grande precisione una parte della rete. Gli ho già dato una seconda matassa per continuare il lavoro e sogna già di tornare a pescare e vendere grandi pesci.

Appena ricevuto il filo, si è subito messo all’opera
La rete da pesca in costruzione. Sullo sfondo la stanza in in cui vive… è tutto lì! Però che sorriso!

Michaelle, neo mamma sola, non aveva nessuna entrata, fino a quando avendo visto dove abitava e discutendo con lei, le abbiamo costruito un tavolino e dato qualche alimento secco da vendere. Abita in un quartire vicino alla strada principale e la gente che passa vede i suoi prodotti, mentre lei può continuare a occuparsi di sua figlia. Certo non fa grandi guadagni, ma ha una prospettiva di vita, e nonostante le difficoltà sta crescendo bene una bellissima bambina.

Il piccolo commercio di Michaelle davanti alla casetta in cui vive con la sua bambina
Uno dei prodotti più richiesti è il burro, venduto a « spalmate ». Tra l’altro è un burro che regge anche 40°C ….

Onel e Melano sono due giovani ospiti del centro SALOMASS, che non potendo camminare passavano intere giornate senza fare alcuna attività. Poi un giorno con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto che Melano vende con successo le ricariche del telefono per mezzo quartire, così abbiamo proposto anche a Onel di vendere qualche cosa di utile: detersivo, saponi e fiammiferi. In pochi giorni è riuscito è a vendere già diverse cose e sembra già molto più contento e indaffarato di prima.

Melano oltre alle ricariche del telefono « Papadap » vende anche sani dolcetti
Onel dopo pochi giorni ha già venduto vari saponi e sacchetti di lisciva

Ilomène è una vera lavoratrice. Ogni giorno faceva un gran tragitto con un pesante carico di verdure sulla testa. Con il tempo siamo diventati clienti affezionati e non dobbiamo quasi più andare al mercato, perché viene lei direttamente alla nostra porta. Ogni volta, oltre a venderci la verdura che faticosamente acquista al mercato di Vialet, lava e trasporta, ci tiene aggiornati sulla situazione in paese, su come vanno i figli a scuola e sulla sua salute. Un giorno è arrivata sofferente con un gran mal di collo così che, dopo attenta riflessione e assolutamente senza alcuna pressione da parte della nostra amica, le abbiamo regalato una cariola. Era felice come una Pasqua e da allora riesce a portare più merce facendo meno fatica. Il suo lavoro rimane comunque molto duro, ma la sua vita è migliorata e dice di pregare sempre per noi.

Prima Ilomène trasportava un pesante carico sulla testa
Dopo con la cariola, direttamente a domicilio!

Merlande, simpaticissima agente de santé che lavora per il dispensario di Madian, per arrotondare il penosissimo stipendio che prende, ha deciso di mettere in piedi un botteghino in una zona, al momento priva di questo tipo di attività. Avendomi visto costruire gli scaffali per la farmacia mi ha chiesto se potevo farglieli anche per il suo negozietto. Come dirle di no? Così con 3 assi, qualche chiodo e il mio amico avvitatore elettrico, l’ho resa felice e ora può esporre un po’ più ordinatamente la sue merce, altrimenti incasita a terra. I primi clienti sono già arrivati, speriamo bene…

Merland con la figlia, il compagno e il falegname bianco

Per finire Chelo, il nostro amico-artigiano-studente-giornalista, pur essendo orfano e vivendo in parte anche grazie al sostengo delle suore, è sempre molto intraprendente e si ingegna in modi fantasiosi. Sta finendo il liceo e nel fine settimana segue una scuola di giornalismo, il suo grande sogno. Ha già lavorato alla riparazione dei banchi di scuola, ci ha venduto un bel mobile che ha costruito da solo e l’ultima volta che lo abbiamo pagato ha investito parte dei suoi guadagni per comprare i prodotti chimici necessari alla fabbricazione di un detergente che ha chiamato « Tololo » e che per vendere meglio ha chiesto gli facessi delle etichette. Poi è troppo buono e quando la gente non ha da pagare glielo da lo stesso, in attesa (vana) di ricevere i soldi…

L’etichetta che Chelo mi ha chiesto gli facessi per il suo prodotto, mezza in francese, mezza in creolo… lui è convinto che avendola messa in interent ora venderà tutto con facilità. Se qualcuno vuole contattarlo, il prefisso per haiti è +509 😉

Ci piace molto aiutare le persone offrendo un modesto aiuto perché possano iniziare una piccola attività che poi continuano con le loro capacità. Forse questo non permetterà loro di uscire dalla povertà materiale, ma certamente è un passo importante per uscire dalla povertà di pensiero…

3 pensieri su “Imprenditori in erba

  1. Maurizio

    Un’annotazione frivola: proponete a Chelo di modificare il nome del suo detergente: invece di Tololo, lo chiamerei Tolo Tolo (forse a voi che oramai siete via da più di un anno va ricordato che è il titolo dell’ultimo film di Checcho Zalone). Potrebbe avere un certo successo soprattutto se, una volta arricchitosi come micro imprenditore, vorrà poi creare una multinazionale (speriamo poi che la faccia sostenibile…) e sfondare nel mercato italiano.

    Un’annotazione più di sostanza: riporto una citazione del testo sopra, al secondo paragrafo scrivete infatti: “ti aiuta a capire come poterle aiutare e renderle più felici”. Immagino di sapere da dove viene l’imprinting… o sbaglio? Apro il quiz: chi saprà rispondere?

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  2. Mauro

    Carissimi, ho letto ad alta voce e mostrato le foto ai nonni. Mi sono emozionato per la seconda volta… tutto questo sta solo, ancora una volta, a dimostrare come noi siamo ormai andati ad anni luce di distanza dalla realtà… anche mettendo sul piatto le differenze economiche sociali e culturali tra Haiti e il Ticino. Dico Ticino perché avendo girato un po’ il modo in questi ultimi 35 anni.., non c’è un altro posto al mondo dove si vive così bene… nonostante tutte le difficoltà contingenti e le palesi incapacità dello Stato di fare fronte alle vere esigenze dei ticinesi (non la butto in politica perché potrei essere molto ma molto critico). Comunque, le vostre azioni, di una semplicità disarmante, sono la prova che non bisogna fare tanti discorsi programmatici… ma si deve solo agire! Ed è con le azioni più semplici che si ottengono i risultati più grandi! E tanti dovrebbero solo imparare… un grande grazie per quello che state facendo, con grande intelligenza e splendida umiltà! Un grande abbraccio dai nonni…. che se la stanno cavando egregiamente! Papà

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  3. Sandro

    Mi associo con quanto scritto da Gepa con il quale ho vissuto i campi di lavoro della Tre Pini, occasioni stupende per toccare con mano e capire cosa sono povertà e miseria, condizioni di vita di tanta, troppa gente del mondo. Purtroppo le nostre esperienze sono state limitate nel tempo e non di lunga durata come avete scelto di fare voi! Ogni volta che leggo il vostro diario mi commuovo e vi invidio per l’esperienza che state facendo. Bravi, bravissimi. Sono certo che il Natale che vi preparate a festeggiare sarà VERO e AUTENTICO, ben diverso da quello che ci apprestiamo a festeggiare noi.
    Ho trascritto il testo e l’ho inviato a tutti i capi e rover della sezione perché è una stupenda occasione di riflessione sul significato autentico della BA scout. Colgo l’occasione per comunicarvi che la sezione ha fatto un’offerta per la vostra missione in occasione dell’azione “Condividiamo la speranza” Per un Natale missionario della Conferenza missionaria della Svizzera italiana.
    BUON NATALE!

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