La battaglia di Vertières

Oggi è un giorno speciale ad Haiti perché si commemora l’ultima e decisiva battaglia della rivoluzione haitiana. Il 18 novembre del 1803, nella località di Vertières presso l’attuale Cap-Haïtien (all’epoca dei fatti Cap-Français), ebbe luogo lo scontro finale tra l’esercito napoleonico, incaricato di sedare la ribellione e reintrodurre la schiavitù, e le truppe popolari haitiane, comandate da Jean-Jacques Dessalines, ex schiavo che aveva preso le redini della rivoluzione, soprannominato il “Napoleone nero”.

La battaglia fu molto cruenta con numerose perdite sui due fronti, ma la determinazione delle truppe popolari haitiane, disposte a morire piuttosto che veder negata loro la libertà, permise a queste ultime di avere la meglio, costringendo infine i francesi ad abbandonare definitivamente l’isola.

Il 1° gennaio 1804, a Gonaïves, Dessalines proclamò l’indipendenza, formando così la prima repubblica nera al mondo.

Per gli haitiani, il 18 novembre rappresenta perciò un momento cruciale della loro storia. Durante giorno della commemorazione spesso si svolgono manifestazioni per protestare contro le difficoltà, che purtroppo il paese continua a dover affrontare a oltre due secoli dalla sua indipendenza.

Durante le manifestazioni del 2019 a Port-au-Prince, in occasione della commemorazione della battaglia di Vertières, si esigevano le dimissioni del presidente Jovenel Moïse (ancora in carica). Si nota una triste somiglianza con il primo quadro di questo articolo.

La battaglia di Vertières in fondo non é mai finita: ancor oggi gran parte degli haitiani vivono soggiogati e si trovano a combattere quotidianamente la battaglia per guadagnare il minimo di cui vivere, la battaglia per un’istruzione decente, la battaglia per avere accesso a cure sanitarie minime, la battaglia per non soccombere alla violenza, la battaglia contro le catastrofi naturali, …

Forse in questo contesto, le migliori parole sono ancora quelle del comandante haitiano François Capois, che durante la battaglia nel lanciare il quarto disperato assalto al forte di Vertières, nonostante i numerosi caduti al fuoco di cannone dei francesi, senza cedere alla disperazione, continuò ad avanzare gridando ai suoi soldati “Avanti! Avanti!”

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