Scuola allo sbando

Questo anno scolastico, per gli allievi delle scuole haitiane, è stato veramente un disastro. È iniziato a settembre 2019, tra copertoni infuocati e proteste nelle strade, per poi dover essere sospeso poche settimane dopo a causa dei crescenti disordini politici e dell’insicurezza in cui era sprofondato il paese (primo lockdown). Qualche scuola è riuscita a riprendere a novembre, qualche altra a dicembre. Poi è arrivato il Coronavirus (secondo lockdown) e i poveri scolari dal 20 marzo 2020 sono rimasti nuovamente a casa.

Le piccole scuole rurali hanno risentito meno del primo lock down, ma sono state completamente abbandonate a se stesse

In occidente questa ferita al sistema scolastico è stata in parte tamponata ricorrendo ai mezzi informatici per promuovere lezioni a distanza. Qui, come spesso capita, si cerca di copiare quello che succede nel resto del mondo, senza tuttavia adattare le misure alla realtà locale. Il Ministero della formazione ha quindi messo a disposizione una piattaforma informatica per permettere agli allievi di continuare la loro formazione a distanza, ma in realtà si tratta perlopiù di un sito sul quale è stato fatto del copia-incolla con video da youtube. Aldilà della qualità dei contenuti va ricordato che la stragrande maggioranza degli allievi non ha accesso a internet. I più fortunati hanno uno smartphone (o meglio, qualcuno dei loro genitori), per cui pochi docenti hanno continuato a somministrare esercizi a distanza, via whatsapp. Dimenticatevi videoconferenze, lezioni interattive e altri frutti della tecnologia.

Quattro classi nello stesso spazio fanno lezione contemporaneamente

Alla mancanza di mezzi, va inoltre aggiunta la mancanza di capacità nel loro utilizzo. Anche tra chi ha uno smartphone, pochissimi sanno scaricare una app, aprire un file, copiarlo o salvarlo. Tempo fa avevamo spedito un importante file da leggere a un direttore di scuola e lui dopo un mese ci aveva detto che aveva cercato di aprirlo invano, ma non aveva mai provato a cliccargli sopra… Un altro esempio; ho preparato le presentazioni della formazione docenti in powerpoint e le ho spedire al responsabile perchè le guardasse e le correggesse. Mi ha rispedito via whatsapp le foto delle diapositive stampate e corrette a mano.

La mensa scolastica, dove è prevista, è un pasto (forse l’unico) importante per gli allievi.

I casini però non sono mica finiti qui. Pochi giorni fa, il presidente di Haiti ha deciso di riaprire le frontiere e l’aereoporto riattivando i voli con gli USA … La gente ha interpretato questo fatto come un ritorno alla normalità, di conseguenza niente più precauzioni. Il 10 agosto è già stato fissato come giorno di riapertura delle scuole. Sono previste delle misure di precauzione, come l’obbligo per tutti gli allievi di portare la mascherina, lavarsi le mani o mantenere 1m di distanza.

Le lattrine di molte scuole non dispongono neppure dell’acqua, indispensabile per qualsiasi misura di igiene

Dove ciò non è possibile, quasi ovunque, le direttive dicono che si devono organizzare lezioni a classi divise, anche durante il weekend! In altre parole si chiede ad insegnanti che non ricevono il salario da mesi , se non da anni, di lavorare anche la domenica. Come è comprensibile, il malumore e la mancanza di motivazione si respirano nell’aria durante le formazioni.

Insegnanti e allievi sono entrambi vittime di un sistema scolastico estremamente carente

Molte famiglie, già messe a dura prova dalla mancanza di lavoro e la continua perdita di valore della moneta locale, hanno già faticato a pagare uniformi, libri, quaderni e matite. Ora viene chiesto loro di pagare nuovamente una parte della tassa scolastica che avevano già versato con grandi sacrifici.

Negli incontri con la comunità i rappresentanti dei genitori esprimono le loro difficoltà

Tanti allievi, specialmente di famiglie più povere, se avranno la fortuna di vedere la loro scuola riaprire, quasi sicuramente non riusciranno a superare gli esami e abbandoneranno prematuramente gli studi diminuendo ulteriormente quel già ridicolo 10% di allievi che concludono la scuola dell’obbligo. Si prevedono già pesanti conseguenze sociali: aumento dei giovani che vengono arruolati nelle gang, gravidanze precoci e ulteriore emarginazione dei ceti più poveri.

Per un paese migliore servono cittadini e cittadine formati

Si vuole ad ogni costo terminare l’anno scolatico e fare gli esami di fine 9a (= 4a media da noi) a fine ottobre. Di conseguenza l’anno scolastico 2020/21 inizierà immediatamente dopo, con due mesi di ritardo! Ciò non vale però per le scuole più agiate che hanno potuto terminare l’anno a giugno, le quali inzieranno normalmente in settembre. Alla faccia della parità di opportunità della scuola.

Nonostante la gravità e la vastità del problema, pensiamo sia fondamentale continuare a proporre della attività in favore del sistema scolastico, perché ci è sempre più chiaro che è la via da seguire per poter formare dei cittadini che sappiano costruire un paese migliore.

3 pensieri su “Scuola allo sbando

  1. Maurizio

    Caro Seba, è la prima volta che la tua brillante penna non mette un po’ di simpatica ironia nel racconto. Immagino che la tristezza per la situazione della scuola abbia preso il sopravvento. Da docente che ha vissuto una situazione dove il 98% degli allievi conclude con la licenza la scuola dell’obbligo (togliamo il 2% di chi frequenta la scuola speciale), immagino sia scoraggiante vivere in una situazione dove solo il 10% ce la fa, e magari grazie anche a qualche spintarella (leggasi corruzione, l’avevo scoperto almeno 35 anni fa, collaborando con un ispettore di Haïti ai tempi dell’Uni). Quanto dici nel paragrafo finale diventa ancora più importante e dimostra che avete visto giusto nello scegliere di occuparvi della formazione degli insegnanti.
    Il recente confinamento durato un paio di mesi ha avuto un effetto insperato: credo che per la prima volta nella storia della scuola ticinese gli allievi abbiano avuto voglia di tornare sui banchi! Ci hanno detto che mancavano loro i compagni, il ritmo quotidiano, ma anche i maestri. È stato in un certo senso consolante e ci ha fatto capire che anche il nostro lavoro di docenti può essere vissuto come una “missione”.

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  2. Mauro

    Carissimi, queste sono le situazioni che dovrebbero essere spiegate bene ai nostri ragazzi. Mostrare L importanza della scuola, dello studio serio, dell impegno ad ogni costo… perché sono dei privilegiati, anche rispetto ad altri paesi più vicino a noi. É vero, Seba, per la prima volta fa un resoconto impietoso di quello che vive e vede ogni giorno. Convengo con Maurizio. Il lavoro che state facendo è fondamentale. Un grande abbraccio papà

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    1. Cari Mauro e Maurizio, grazie per il sostegno e i vostri commenti! É proprio vero che vedere le gravi mancanze della scuola (e molte altre istituzioni) qui ad Haiti ci fanno capire quanto siano importanti. Certamente sarebbe una bella lezione alla cittadinanza per molti allievi, ma anche adulti che faticano ad apprezzare quanto in realtà siamo fortunati in Svizzera.

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