Pioggia, fagioli e mestoli di legno

Stiamo cenando un po’ più presto del solito perché siamo affamati, specialmente Maria Laura che quando va al dispensario, si adatta ai costumi locali e finisce quasi sempre per fare un solo pasto al giorno. Come ormai da qualche sera a questa parte, l’elettricità finisce così rimaniamo al buio e l’idea di guardare il telegiornale dal sito della rsi, non si realizza. Poco male, accendiamo una candela e ci godiamo la pioggia che inizia a cadere e rimbomba sulle lamiere del tetto. Dopo una domenica in cui la strada dietro alla casa era affolata di gente chiassosa, tutto è finalmente calmo e sembra di essere sotto la tenda in campeggio,… siamo contenti perché a causa del  vento degli ultimi giorni, la terra era secca e i campi avevano bisogno di acqua. Una parte dei nostri pensieri va però anche a tutte quelle famiglie che abbiamo visitato in queste settimane che vivono sotto tetti crivellati dalla ruggine, dormono sul pavimento o su striminzite stuoie di paglia. Odette ci aveva raccontato che quando piove forte l’acqua passa dalle pareti di legno intrecciato e la famiglia si raggomitola tutta assieme al centro della capanna.

Dato che avevo appena sistemato un tubo per raccogliere dell’acqua, esco un attimo a vedere se funziona e, già che ci sono, controllo anche le due cisterne. La prima è trabordante, allora decido di collegare l’altra, ma appena sconnetto il tubo, un violento getto mi inonda completamente.  Ci avevo già pensato altre volte, ma finalmente concretizzo l’idea di farmi una vera doccia sotto la pioggia. Chiedo a Mery di portarmi lo shampoo e in completo adamitico mi insapono sotto la pioggia battente in mezzo al prato. L’acqua è meno fredda della doccia che facciamo normalmente e per di più sfrutto le varie perdite alla grondaia tarocca in plastica per fare una specie di percorso idromassaggio sotto getti di ogni forma e intensità.

Cerco di convincere Mery ad imitarmi, ma è meno disinibita di me e opta per la classica doccia fredda al lume della lampada solare. Intanto controllo i fagioli da mettere a mollo per il pranzo di domani. Provenendo dal mercato è un’operazione obbligatoria, visto che c’è sempre qualche fagiolo bucato da insetti, dei sassolini o pezzetti di altre cose da scartare. Mettere a mollo i fagioli è uno dei tanti “trucchi” che vorremmo insegnare a Vivian in modo che poi non sia necessario farli cuocere per delle ore, come invece è abituata, permettendo un grosso risparmio di gas. Quando usciamo entrambi per lavorare e i nostri collaboratori non sono ancora arrivati lasciamo sul banco della cucina gli ingredienti principali in modo che Vivian sappia cosa preparare per pranzo. È l’unico modo possibile, infatti non sapendo leggere non possiamo lasciarle messaggi scritti. Per questa volta abbiamo deciso per i “pois congo” uno dei 3 tipi principali di fagioli che vengono coltivati qui e che fanno parte di quasi tutte le ricette tipiche, tanto che se proponiamo un pasto senza fagioli, per Vivian è difficile da accettare.

Tra l’altro stavo dimenticando di spiegare il motivo per cui verso le sette restiamo senza elettricità. Qualche giorno fa, Etny con l’aiuto di Evens, si erano chiusi in cucina a preparare una specie di pesto a base di erbe ed aglio, le cosidette “epices” alla base della cucina creola. Normalmente Vivian le prepara fresche con un mortaio, ma i due fenomeni invece lo preparano solo una volta ogni due mesi, in quantità industriale. Per questa operazione però hanno bisogno del frullatore che abbiamo solo noi… Mentre io e Mery stavamo scrivendo dei documenti, li sentiamo confabulare in cucina poi parte il frullatore e per 30 minuti non si sente altro! Ad un certo punto sentiamo puzza di fumo e Mery preoccupata va a vedere cosa succede e gli spiega che se non fanno una pausa rischiano di bruciarlo. “Non c’è problema” rispondo ed il frullatore riparte con pause improvvise e continue sghignazzate dei due. Il giorno dopo, mentre laviamo le stoviglie ci accorgiamo che sono riusciti a frullare anche un pezzo di mestolo oltre a scaricare completamente le batterie della casa 😉

Un pensiero su “Pioggia, fagioli e mestoli di legno

  1. Maurizio

    La Maria Laura che non fa l’idromassaggio naturale? Mi sembra normale. Da buona figlia di uno che ha costruito un Parco acquatico, mica si accontenterà di una qualche gronda bucata. La classe non è acqua! (o meglio: sa quale acqua scegliere!)

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