Una domenica in famiglia

La settimana appena trascorsa è stata ricca di attività, lavoro e incontri, che hanno riempito il cuore e le giornate di “Haiti”. Sì, perché stiamo sperimentando che più ci addentriamo nella cultura, nella vita delle persone e anche nelle loro difficoltà, più troviamo la felicità e la gratitudine per avere la fortuna di poter vivere quest’esperienza.

Vi ricordate l’incontro all’ambulatorio con Odette? Per qui l’avesse dimenticato può ritrovare la sua storia qui . Dopo averla conosciuta, Carmen, missionaria colombiana, amica e vicina di casa, aveva aiutato Odette ad avviare un piccolo commercio di verdure e poter così guadagnare qualcosa. Uscire da una situazione di fame e miseria però non è facile, così che avendo avuto notizie che le vendite non riuscivano a garantire un pasto alla famiglia, assieme a Carmen abbiamo deciso di regalare alla signora anche una cassa di saponette e un sacco di lisciva per rifornire il suo mercatino. Come le avevamo promesso ci siamo così avventurati sulla montagna per visitare la loro casa.

A Petite-Rivière, lasciata la strada sicura e conosciuta sulla costa, ci addentriamo nella campagna salendo sulle colline. Le pioggie hanno reso le strade più difficili da percorrere, ma allo stesso tempo inverdito il paesaggio, allora quasi desertico. Odette e il marito ci attendono visibilmente emozionati per accompagnarci e mostrarci la via. Caricati gli zaini con qualche provvista di cibo e la merce per il mercato ci incamminiamo verso il villaggio raggiungibile solo con un ripido sentiero. Incontriamo qualche capra intenta a brucare la rada erba. Il pendio è stato disboscato per la produzione di carbone e l’erosione del suolo è ben visibile. In lontananza si intravvedono donne e bambini con secchi e bidoni intenti a trasportare l’acqua.

Dopo une ventina di minuti raggiungiamo le prime casette e finalemente quella di Odette. Ci accolgono le loro cinque bambine, pulite e ben pettinate in stile haitiano con tante treccine colorate. La più piccola ha paura perché non ha mai incontrato un uomo bianco. Il marito si scusa con noi perché non hanno nemmeno una sedia da offrirci. L’abitazione in legno è molto semplice: una camera dove la famiglia dorme su un giaciglio in paglia, un’altra che funge da sala da pranzo con un tavolino dove sono disposte poche tazzine e piatti con grande ordine e pulizia. Facciamo i complimenti alla famiglia perché anche nel cortile è tutto pulitissimo. Tipicamente, la cucina consiste semplicemente in una capannetta dove si cucina sul fuoco, che dal giorno precedente però è rimasto spento … Come nella maggior parte delle case non c’è elettricità né acqua. Con gratitudine Odette ordina sull’unico tavolino riso, grano, fagioli, pasta, zucchero e olio, che potranno sostenere la famiglia per qualche giorno. Tutto si svolge nella massima discrezione, perchè, come ci spiegano un po’ imbarazzati, dato che la capanna non ha una porta vera e propria, se i vicini vedessero le provviste aspetterebbero solo il momento in qui essa resterebbe incustodita …

Apolinese, il marito, ci confida che, a causa della sua povertà e per l’impossibilità di nutrire la sua famiglia con il terreno del suo campo non adatto alla coltivazione, aveva più volte detto alla moglie che poteva andare e cercare un altro uomo. Lei invece, amandolo così tanto per essere un buon marito e un buon padre, non ci aveva mai pensato e gli aveva sempre ripetuto che sarebbe stata con lui anche nella povertà. Veniamo poi a sapere che un tempo la famiglia possedeva due mucche e delle capre, purtroppo morte a causa del l’uragano Matthew del 2016. Da allora però il contadino non è più riuscito a ricomprarle.

Lasciamo la famiglia con il cuore pieno di emozioni … gioia, gratitudine, rispetto, speranza, ma allo stesso tempo quasi ottimismo e felicità perché nei nostri cuori sappiamo quanto poco basterà per poterli aiutare a migliorare almeno un poco la loro situazione. Appuntamento al mercato di Miragoâne tra pochi giorni per consegnare qualche utensile indispensabile per la cucina e sementi di vario tipo per avviare una piccola coltivazione di verdure! Con Etny, il nostro accompagnatore haitiano tuttofare, già pensiamo a come portar loro una capretta e qualche gallina.

Decidiamo di intraprendere un’altra strada per il ritorno, che continuando sulla montagna ci porterà alla pianura di Salagnac e poi a Mussotte. La strada non è facile, ma il bravo autista Seba e il mitico jeep Toyota ci fanno visitare una regione stupenda: un susseguirsi di campi di cavoli, patate dolci, zucche, carote, porri, … Moltissimi contadini sono occupati con il raccolto di cavoli, con qui riempiono grandi sacchi che l’indomani porteranno al mercato contadino di Mussotte dove saranno venduti all’ingrosso e nutriranno tantissime persone fino in capitale!

Un pensiero su “Una domenica in famiglia

  1. mauro

    carissimi,
    spero che tutto vada bene! leggendo le vostre avventure, posso immaginare che sia cosi!
    chiaramente, è un va bene haitiano…
    certo che le realtà che incontrate sono proprio difficili da digerire.
    Vi immagino immersi in un milione di pensieri e anche consapevoli di essere impotenti di fronte a certe cose…
    ma credo che siate anche consapevoli del fatto che tutto quello che potete fare, anche se sembra poco, sia già un grande aiuto per queste persone
    spesso è più importante far capire che gli siete vicini per fare in modo che loro si sentano già meglio e si sentano delle persone
    un abbraccio, papà

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