Relazioni haitiane

Man mano che si impara a conoscere un’altra cultura si parte dagli aspetti più evidenti ed esteriori per inoltrarsi vieppiù in quelli meno visibili e profondi. Stiamo ad esempio capendo poco a poco come si intrecciano le relazioni di coppia sull’isola caraibica …

Un giovane, di nome Sonel, è venuto settimana scorsa a visitare Francisco, nostro compagno d’avventura qui, per chiedere consiglio riguardo a un problema. Francisco l’aveva conosciuto casualmente tempo fa quando, rientrando dal villaggio rurale di Plaisance, aveva forato la gomma della moto proprio davanti alla sua casa. Lui era stato molto gentile e accogliente prestandogli soccorso e permettendogli di uscire da una situazione altrimenti complicata.

Sonel è un ragazzo di 23 anni, simpatico, ma allo stesso tempo timoroso. Come tanti altri giovani fa il tassista di moto ed è già papà di una bambina piccola. Poche settimane fa la compagna ha lasciato improvvisamente lui e la figlia per andarsene con un altro. Dalla mattina alla sera, si è così ritrovato solo con una bambina da crescere e tutte le faccende di casa da sbrigare, attività che normalmente gli uomini ad Haiti non svolgono. È andato avanti così per un po’, ma rendendosi conto di non farcela, ha lasciato per qualche giorno la bimba dalla nonna ed è venuto a Miragoane in cerca di una nuova compagna e di un amico che lo consigliasse.

Fatto sta che nel giro di una settimana ha trovato una ragazza disposta a stare con lui per accudire la figlia come una nuova mamma e mandare avanti la casa. Francisco ha parlato con entrambi per cercare di far loro prendere coscienza che non si tratta di una decisione da prendere a cuor leggero, ma entrambi sono sembrati conviti. La ragazza, come molte altre qui, attualmente vive con la numerosa famiglia materna in cui deve lavorare moltissimo, non ha grandi prospettive per il futuro e sogna di avere una casa propria … certo che si ritroverà mamma di una bambina dall’oggi al domani! Sonel spera in una relazione duratura … Alla fine sono partiti assieme in una sorta di luna di miele ultra rapida e allo stesso tempo “settimana di prova” in casa e con la figlia.

Per noi è strano come nel giro di pochi giorni, da persone sconosciute si formi quasi “a tavolino” una famiglia. Parlando con i nostri collaboratori della cosa abbiamo capito che qui in molti casi le coppie si creano per opportunità più che sulla base di relazioni sentimentali maturate nel tempo, la storia di Sonel ne è l’esempio. Invece se due giovani vogliono fondare una nuova famiglia, i rispettivi genitori si incontrano per conoscersi e poi è fatta! Le relazioni sono però “flessibili”e pochissime coppie qui si sposano in civile né tantomeno in chiesa.

Raramente, solo tra gli adolescenti, abbiamo visto delle forme di sentimentalismo, quali abbracci, carezze o baci. La grande maggioranza delle coppie “mature”, non passa molto tempo assieme: durante il giorno ognuno si occupa delle proprie faccende con criteri di separazione delle attività tra uomini e donne abbastanza rigidi e quando si incontrano la sera i discorsi sono piuttosto scarni. Le donne si occupano di andare a prendere l’acqua (spesso accompagnate anche dai figli) camminando per ore, lavano i panni a mano, cucinano, fanno le pulizie, vanno al mercato, … Gli uomini si occupano dei campi nei periodo della semina, curano capre e buoi e … chiacchierano con gli amici per strada. Queste scene sono tipiche di tanti paesi di America latina e Africa! Le coppie stanno assieme fin che le cose funzionano, poi ognuno per la sua strada …

Nel nostro piccolo cerchiamo di dare testimonianza della vita di coppia, normalmente svogliamo le attività assieme e spieghiamo che siamo sposati. Poche settimane fa, durante un’attività, abbiamo annunciato a un gruppo di persone bisognose a Miragoane che era il nostro anniversario di matrimonio, contenti ci hanno pure applauditi! Anche dal punto di vista della parità di genere, cerchiamo di essere d’esempio: sia i lavori in giardino, che in casa vengono svolti a turno da entrambi, non senza qualche risata! Per esempio, la prima volta che da uomo di casa ho aiutato Vivian a strizzare e stendere i panni, quasi non voleva lasciarmelo fare talmente era strano per lei! Anche con i saluti facciamo attenzione, per esempio qui è uso salutare il capo famiglia: “Bonjour, Monsieur Seba!”. Invece alla moglie si riserva il titolo di “Madame Seba”, quasi non avesse un identità propria … Ma anche in questi casi mi impegno a rimediare spiegando in creolo: “Li se madam mwen, li rele Merylù!” (“Lei è mia moglie, si chiama Merylù”). Al che gli rispondono: “Ah, li rele Marie Lourdes!” …

2 pensieri su “Relazioni haitiane

  1. Maurizio

    Carissimi, per tutta la giornata di ieri il vostro racconto ha dato da pensare. Come si può vivere in un posto dove le case sono fatiscenti, le famiglie fatiscenti, i rapporti tra le persone fatiscenti, i mezzi di trasporto fatiscenti, perfino i campi coltivati sembrano essere fatiscenti.? Poi stamattina, leggendo il sito di Momenti d’Incontro dove stiamo facendo un pellegrinaggio virtuale (espressione che sembra piuttosto un ossimoro), ho ritrovato la preghiera semplice di san Francesco e mi sono fermato su queste parole: “dove c’è disperazione, ch’io porti speranza”. Adesso vi faccio la domanda da un milione (come se fossimo nel film “The Millionaire): voi vedete disperazione, rassegnazione o cosa? E come fate a portare la speranza? A differenza dal film non avete un tempo massimo per la risposta, potete darcela anche fra qualche mese.

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