I volti della povertà

La povertà ha molti volti, ne descriverò alcuni che abbiamo visto recentemente e che ci hanno colpito particolarmente.

Un giorno siamo scesi a distribuire del cibo in un villaggio che avevamo visitato per sensibilizzare le famiglie sul coronavirus e vedere quali fossero le più bisognose. Abbiamo preparato dei sacchetti come per l’azione di Natale che volevamo dare ai più poveri. Purtroppo la voce si è diffusa e qualcuno ci segue gettando sguardi minacciosi. Finito il primo giro di distribuzione torniamo alla Jeep per rifornirci, lì ci attende una piccola folla. Tutti chiedono cibo e non gentilmente. Spieghiamo che non ne abbiamo per tutti, ma la fame non aiuta la ragione, e gli animi si scaldano. Decidiamo che è meglio andare prima che la situazione diventi incontrollabile. Siamo amareggiati, ma anche questa è la povertà.

Una sera abbiamo invitato a cena, Maquis, Carlos e Nikenson, i giovani che ci aiutano per la visita alle famiglie. Il giorno prima avevamo chiesto loro, senza pensarci troppo, cosa avrebbero voluto e cosa mangiassero di solito alla sera, poiché sappiamo che gli haitiani non sono sempre di gusti facili. Timidamente si erano guardati l’un l’altro e tergiversavano nel rispondere. Alla fine per cena Mery ha preparato delle ottime lasagne. Nessuno di loro ne aveva mai mangiato o sapeva cosa fossero, ma quando le avevamo proposte si erano detti assolutamente d’accordo. Anche se normalmente gli haitiani faticano a provare cose nuove, tutti hanno fatto il bis. Parlando siamo tornati alla domanda « ma cosa mangiate di solito alla sera? « . « Qualche volta del riso » « e le altre? « « niente », rispondono ridendo, mentre io fatico a deglutire l’ennesimo boccone.

Un giorno, mentre stiamo pranzando, vedo che Vivian è un po’ abbattuta e le chiedo se c’è qualcosa che non va. « Un secchio d’acqua me lo volevano far pagare 150 gourdes (1.50 CHF)! » mi dice costernata. « Dove abito non ha piovuto, la cisterna non si riempie e sono obbligata a comprare l’acqua, ma devo pagare anche il trasporto ». La rimprovero perché prima di comprare acqua non abbia chiesto prima a noi, la nostra riserva è quasi al massimo e noi siamo contenti se possiamo aiutarla. Si illumina e il giorno seguente, arriva accompagnata dal figlio in moto con 4 taniche.

Domenica mattina sento qualcuno al cancello, Mery va a vedere, è Dora, la nipote dell’ammazza capretti, che ha portato due cellulari da ricaricare (un problema cronico qui!). « Va bene, ma uno solo » rispondiamo, altrimenti la prossima volta arriverà con uno stock completo. Dopo un paio d’ore Dora torna e le restituisco il cellulare carico (è della nonna), ma non accenna ad andare. « Vuoi qualcosa ?» le dico. « Ho fame » mi risponde, con l’innocenza e l’innocenza dei bambini. Le do una fetta di pane che ho preparato con un formaggino e dei biscotti. Sto per darle un bicchiere d’acqua, ma mi coglie di sorpresa dicendo « vorrei una Seven-Up ». Trovo una limonata in frigo e gliela servo in un bicchiere. Mangia di gusto, ma non i biscotti che mi chiede se li può portare a casa per condividerli con la sorellina.

Al pomeriggio scendiamo lungo le pendici della montagna fino ad un piccolo villaggio di una decina di casupole con una magnifica vista sul mare, raggiungibile solo a piedi. Incontriamo Jeremy, un bracciante che ci aveva aiutato a preparare il nostro campo. È felice di accogliereci, ci presenta la mamma e i suoi fratelli. Uno, Camille, ha un piede malconcio, perciò decidiamo di dargli delle medicine, ma sono a casa nostra, così Jeremy ci accompagna lungo la strada del ritorno. Orgoglioso ci mostra la sua casa, al limite della fatiscenza, il mucchio di legna che ha preparato per fare il carbone da vendere, e i suoi vicini, tutte famiglie poverissime, ma felicissime di accoglierci e mostrarci le loro casette e i giardini. Non hanno acqua nelle vicinanze e anche il loro campo è messo male. Ci sentiamo in colpa perchè il nostro, in cui lui ha lavorato, è decisamente messo meglio.

4 pensieri su “I volti della povertà

  1. Ivan Pasini

    Carissimi, vi spero bene e in salute, ma dai vostri racconti parrebbe che sia il morale che la salute siano alti! Che bella notizia.Vi mando, anche se non so bene se possano essere di molto aiuto, alcuni video di attività che ho preparato per le miei classi di educazione fisica, sperando di farvi cosa gradita e magari utile in un qualche frangente…

    Cardio eCoordinazione: https://vimeo.com/showcase/cardio

    Rinforzamento:https://vimeo.com/showcase/rinforzamento

    Giocoleria: https://vimeo.com/showcase/giocoleria

    Fisi-Games: https://vimeo.com/showcase/fisigames

    Grazie per le interessanti, toccanti e umane testimonianze che con costanza mi fate pervenire da oltre oceano. Saranno da spunto per alcune attività didattiche che mi piacerebbe preparare per il prossimo anno di Geo! Abbracci virtuali a tutti, Paso

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    1. Mitici Paso e Mazzonz! Io e Mery abbiamo guardato i vostri video stamattina prima di alzarci e ci è venuta voglia di ballare, grazie! Il coronavirus ha certamente tanti effetti nefasti, ma ha spinto molte persone a trovare nuove soluzioni… Mi hai fatto ricordare che mi piacerebbe inserire nel blog una rubrica sulla scuola dove tra l’altro vorrei inserire alcuni spunti per delle attività … per il momento il tempo a disposizione non è molto, ma appena posso ci proverò! Intanto un carissimo saluto a tutti da Haiti. Anche se qui ogni giorno è speciale a volte mi manca la scuola « normale » 😉

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  2. germana

    ciao MariaLaura e Sebastiano

    vi faccio i miei complimenti leggo oggi sul giornale Cattolica il vostro sito così sono entrata a vedere quanto bene fate per questo popolo .
    io ho mia cognata di Guayaquil equador ed é disperata poverina perché sta perdendo dei parenti per via del coronavirus
    vi faccio i miei migliori auguri buona permanenza
    cara Maria laura sempre ricordandoti hai tempi della corale di Rivera
    un forte abbraccio germana

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    1. Mery

      Cara Germana, grazie per il tuo messaggio, ci fa molto piacere! Con la tecnologia siamo distanti, ma vicini! Sappiamo che in altri paesi dell’America Latina la situazione è difficile, come appunto in Equador o in Brasile … Per il momento Haiti sembra essere più tranquilla, speriamo che il futuro non riservi troppi casi a questo paese già provato! Tanti saluti a tutti a Rivera e alla corale

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