Passi avanti al dispensario di Madian

Appena arrivata ad Haiti, il Vescovo Monsignor Dumas e la direzione di Caritas Nippes hanno richiesto la mia disponibilità e collaborazione per rafforzare il dispensario di Madian e accompagnare un nuovo progetto di presa a carico della malnutrizione finanziato da Caritas Germania. Entusiasta e più che contenta di mantenere il contatto con i malati, oltre a svolgere le attività dell’ambito dell’educazione, ho accettato!

Il dispensario si trova poco lontano da Miragoâne lungo la costa. La popolazione che può beneficiare dei suoi servizi è molto povera, dovendo guadagnarsi da vivere con agricoltura di sussistenza e pesca in misura minore. Anni fa il centro di salute era gestito da personale cubano (da anni il governo haitiano ha un accordo con Cuba, che invia medici e infermieri per prestare servizio qui durante qualche anno), poi rimpiazzato da quello locale. Attualmente la struttura è gestita da un’infermiera responsabile, che assieme ad un tecnico di laboratorio e alla responsabile della farmacia sono stipendiati dallo stato. All’équipe si aggiunge la squadra di Caritas con una giovane dottoressa haitiana, che ha completato i suoi studi a Santo Domingo, un’infermiera e due assistenti di cura.

L’obiettivo della collaborazione con il dispensario consiste principalmente nel rafforzare le loro capacità, aiutarli a migliorare l’organizzazione della struttura e della presa a carico dei pazienti. Ciò per permettere loro di migliorare la qualità delle cure e di cominciare il progetto a favore dei bambini malnutriti.

Dopo la “gavetta” e gli anni di lavoro in Svizzera tedesca, una buona organizzazione e l’efficienza nel lavoro in ambito sanitario sono diventate le regole d’oro per me. Per gli haitiani invece, i concetti di ordine, pulizia, organizzazione, efficienza, … sono sconosciuti. Così i poveri malati erano costretti a ore infinite di attesa sotto il sole cocente prima di entrare finalmente nelle sala di consultazione con il medico, che oltre a porre le domande di routine, misurare temperatura ed eventualmente la pressione, rispondeva quasi urlando alle domande della farmacista, che non riusciva a leggere le prescrizioni.

Con il passare delle settimane, assieme a tutta l’équipe, abbiamo riflettuto su come migliorare la qualità del lavoro per loro stessi e per i pazienti. É importante mostrare agli haitiani, che molte cose si riescono fare anche senza soldi! Così per esempio è bastato spostare uno scaffale ed una scrivania, introdurre un piccolo triage dove un’infermiera misura già pressione e temperatura e chiede il motivo principale di consultazione al paziente (sono sempre almeno 10!) per organizzare meglio il lavoro. Tanti piccoli, ma significativi miglioramenti sono in corso, ed è solo l’inizio! Seguiranno: formazioni mensili per il personale, giornate di ordine e pulizia generale, la costruzione di un piccolo inceneritore, la riabilitazione dei servizi igienici (attualmente non praticabili …), il rafforzamento della farmacia e la preparazione di poster e cartelloni con le terapie delle principali patologie incontrate, che seguano gli standard e le raccomandazioni internazionali! Il lavoro è tanto, ma è bello vedere come al mio arrivo ogni lunedì mattina qualche piccolo cambiamento sia stato apportato dall’équipe avendo ascoltato la mia opinione o i miei consigli.

Al centro arrivano ogni giorno dai 20 ai 30 pazienti per le consultazioni di medicina generale, molte anche ragazze e docce incinta. Inoltre giornalmente vengono pesati e vaccinati dal 10 ai 15 bambini. Tutti i vaccini sono offerti dallo stato! I casi di malattie più frequenti sono infezioni respiratorie e intestinali, malattie della pelle (scabbia, funghi), anemia, gastriti, ipertensione, diabete, gravi infezioni agli arti dovute a ferite curate in modo non adeguato, … Drammatici sono anche i casi di neonati venuti al mondo in casa e nutriti per giorni solo con acqua oppure dal primo giorno di vita con riso e fagioli … Spesso mi trovo davanti a pazienti con patologie lampanti, ma non diagnosticate da anni, come una sclerosi a placche o un tumore. I limiti dell’attività medica qui sono evidenti e la disparità di trattamento in confronto all’Occidente abissale.

Dopo l’annuncio dei primi casi di Coronavirus ad Haiti, al dispensario abbiamo reagito prontamente allestendo dei Tippy Tap (con il fondamentale apporto di Seba), una sorta di rubinetto pensile fatto con materiale di recupero, e preparando un cartellone informativo per l’educazione e la sensibilizzazione dei pazienti. Al momento stiamo organizzando un acquisto di mascherine e medicamenti di base per la cura delle infezioni respiratorie che non tarderanno ad arrivare.

Non sappiamo cosa accadrà nelle prossime settimane, ad oggi i casi confermati di Coronavirus sono 8, ancora nessuno nei Nippes. Avendo visto la condizione degli ospedali e dei centri di periferia la situazione potrebbe diventare drammatica e d’altra parte è difficile chiedere ad una popolazione che vive guadagnandosi la vita di giorno in giorno di stare chiusa in casa … Assieme a tutta l’équipe del dispensario di Madian faremo del nostro meglio!

2 pensieri su “Passi avanti al dispensario di Madian

  1. Ivan Pasini

    Carissimi Seba e Mery, con gioia leggo sempre volentieri i vostri diari, con grande ammirazione e rispetto per quanto state svolgendo! Un abbraccione e un grandissimo grazie (seppur solamente virtuale) sono poco ma il minimo che vi meritiate! Grandissimi, se posso in qualsiasi modo essere d’aiuto, nel limite delle mie capacità, lo farò certamente molto volentieri!
    Carissimi saluti, Paso

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    1. Caro Paso, che bello sentirti! Tanti ci fanno complimenti fin troppo generosi, ma a noi non sembra di fare nulla di eccezionale… qui è facile aiutare la gente, basta solo accogliere le situazioni che si presentano e non avere paura di provarci. Eccezionale è la situazione qui, ma in questo momento, dalle notizie che ci giungono, purtroppo anche da voi! Speriamo tutti in un futuro un po’ meno turbolento… un abbraccio da Haiti

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