COVID-19: è arrivato anche ad Haiti?

Mentre assistiamo con apprensione all’esplosione del Coronavirus un po’ ovunque nel mondo e seguiamo in particolare l’evolversi della situazione in Svizzera ed Italia, ci auguriamo che non arrivi ad Haiti.

Per il momento non sono segnalati casi confermati, ma guardando la cartina della diffusione del virus nella regione caraibica, sembra che sia solo questione di tempo o piuttosto che i casi già siano sul territorio, ma non ancora diagnosticati …

Mappa della diffusione del coronavirus aggiornata al 18.3.2020

Pian piano anche qui la notizia della diffusione a livello mondiale del virus è giunta alla popolazione. Da una parte, per sdrammatizzare ci si saluta scherzosamente con un colpetto di piedi o di gomiti, ma dall’altra cresce il timore per qualcosa che la gente comune fatica a capire. Lo si capisce dalle domande naïve che molti fanno a Mery quando scoprono che è un medico.

Intanto il governo ha pubblicato un piano di preparazione e risposta al coronavirus di ben 53 pagine, confermando l’abilità nel creare strumenti teorici, ma lasciando il dubbio sulla reale capacità di risposta in caso di contagio.

In realtà una risposta concreta del governo c’è stata. I giornali scrivono che qualche giorno fa, su un bus proveniente dalla Repubblica Dominicana, c’era una persona contagiata deceduta mentre era in viaggio prioprio sul confine con lo stato di Haiti. Tutti i passeggeri sono stati messi in quarantena e la frontiera è stata chiusa, inoltre sono stati cancellati tutti i voli ad eccezione di quelli dagli USA.

Ciononostante, dopo aver visitato vari ospedali, centri di salute e dispensari, è chiaro che sia la possibilità di diagnosi che di cura sono scarse per non dire inesistenti. Mery lavora due giorni alla settimana in un dispensario molto frequentato e quando visita pazienti con sintomi compatibili al coronavirus si informa subito sugli spostamenti effettuati, ma finora si tratta di persone che vivono tutto il tempo nelle loro zone rurali. Purtroppo di più non può fare, tamponi qui non ce ne sono. Se poi una persona dovesse avere una complicazione respiratoria qui è praticamente una condanna a morte.

Sicuramente gli haitiani si spostano meno degli europei, tuttavia qui sarebbe inimmaginabile pensare che la popolazione dovesse restare in casa, sia per le condizioni delle case stesse, usate quasi solo per dormire, ma soprattutto per la necessità quotidiana di uscire a svolgere le attività indispensabili per riuscire sbarcare il lunario. Sono in pochi a permettersi delle scorte di viveri, inoltre il contatto fisico fa parte della cultura: nel tardo pomeriggio la gente si riversa nelle strade per ballare, giocare, stare assieme.

Se dovesse arrivare il virus, molto probabilmente la campana demografica, già particolarmente allargata alla base, si trasformerebbe in una polenta appena versata dal paiolo, provocando l’ennesimo disastro umanitario i cui effetti negativi andrebbero ad accumularsi con quelli precedenti, mai realmente superati.

Mi impressiona sentire gli stanziamenti straordinari dei governi occidentali per far fronte all’emergenza, decine e centinaia di miliardi, quando il prodotto interno di tutto il paese qui supera di poco il miliardo…

Intanto all’ultima celebrazione che abbiamo assistito il parroco ha invitato tutti i fedeli a pregare perché nei paesi colpiti dalla pandemia la situazione migliori… è bello pensare che in questo modo gli haitiani, seppur nella loro miseria, per una volta siano loro ad aiutare, anche “solo” spiritualmente, il resto del mondo.

4 pensieri su “COVID-19: è arrivato anche ad Haiti?

  1. Maurizio Cattaneo

    Come è bello leggervi! Sembra quasi di essere lì con voi, sentire l’odore dei campi quando scende la prima pioggia, udire il picchiettare delle vanghe sulla terra, quasi quasi si riescono a leggere anche i vostri pensieri e le vostre preoccupazioni…
    Figuratevi che per immedesimarmi meglio sono andato a vedere le previsioni meteo di Miragoâne, checché ne dica Vivian (vedi articolo sulla semina). Mi sembra che per i prossimi giorni siete messi bene: temperatura stabile, umidità sotto controllo, qualche temporale a partire da sabato, ma credo che saranno i benvenuti.
    Un abbraccio virtuale!
    maurizio

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    1. Caro Maurizio anche a noi fa molto piacere leggere i tuoi commenti e le tue riflessioni. Ci sentiamo privilegiati a poter vivere questa esperienza e, anche se indirettamente, è bello sentire che qualcosa di quello che viviamo riuscite a viverlo anche dalla Svizzera.

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  2. Chiara FMarveggio

    Ciao Seba, ciao Mery! Ho letto il vostro nuovo post coi bambini adesso dopo colazione. Per loro reinventarsi le giornate senza scuola è quasi un gioco, abbiamo una tabella dove inseriamo le varie attività da svolgere. Il problema è non poter giocare con gli amici, non incontrare i cugini e i nonni! Per fortuna esistono le videochiamate, si può passeggiare e chiacchierare da lontano, e ci si può parlare dalle finestre, dai giardini confinanti…
    Leggere di Haiti ci fa bene, apre una finestra diversa, su un mondo lontano ma grazie a voi concretamente vicino, e capiamo di essere privilegiati! Questo periodo strano e di incertezza avrà una fine e sappiamo che prima o poi torneremo alle nostre vite quotidiane. Voi invece siete confrontati con una realtà che non cambia, guardando le vostre foto e leggendo le vostre righe anche i bambini capiscono che quella è la quotidianità ad Haiti, e sperano che il Coronavirus non arrivi anche lì! Grazie per le vostre preghiere, le ricambiamo di cuore.. la polenta è meglio mangiarla con l’arrosto 😉
    Buon lavoro e un abbraccio! Chiara

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  3. Cara Chiara, grazie per condividere la vostra situazione! Per noi ora è strano pensare a ciò che sta succedendo in Svizzera e nel resto del mondo. In un certo senso sembra che la situazione si sia ribaltata anche se come dici bene, qui è sempre così, mentre per voi è un fatto eccezionale. Di sicuro stiamo vivendo entrambi situazioni che fanno riflettere…

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