Il periodo della semina

Per oltre un mese abbiamo atteso che iniziasse il periodo delle piogge e finalmente sembra che ci siamo. Quando in Ticino non pioveva per tanto tempo ho sempre pensato che fosse una seccatura, ma in fondo tutto andava avanti comunque. Qui invece la prolungata siccità stava cominciando a preoccupare seriamente tutti: per gli allevatori significava scarsità di foraggio per gli animali, per gli agricoltori, impossibilità di seminare, per la gente in generale difficoltà di approvvigionamento di acqua.

Gli effetti li abbiamo notati subito; gli animali, liberi di pascolare ovunque, mangiavano qualsiasi cosa verde trovassero (compresi i taggetas che aveva piantato la Mery a cui teneva tanto!), al mercato verdura e frutta diventava sempre più scarsa e cara, il lago che vediamo da casa nostra (l’Etang de Miragoane) si stava riducendo a vista d’occhio. Un po’ ovunque, la gente, vista l’impossibilità di guadagnere qualche soldo in altro modo, ha intensificato la produzione di carbone.

Fortunatamente adesso c’è pioggia regolarmente e, ogni volta che arriva, è accolta con gratitudine e gioia. Ogni giorno io guardavo le previsioni meteo su internet, ma Vivian ridendo mi diceva che solo Dio sa quando piove, e quello che si trova su internet non è da prendere sul serio… in effetti, nella sua ignoranza, aveva assolutamente ragione.

Ora tutti i campi vengono lavorati a mano e la maggior parte della manodopera è impegnata tanto che è difficile trovarne qualcuno disponibile. Evens, il nostro collaboratore che conosce tutto il paese, non ha però faticato a trovare qualcuno e assieme hanno sarchiato e seminato tutto il pendio davanti alla casa. Lavorano in gruppo a piedi nudi usando una grossa zappa. Il loro sistema è semplice, ma efficace, creano delle piccole collinette dove piantano manioca, igname e patate dolci e fanno delle piccole buche dove seminano mais e fagioli.

Qui di solito assieme alla paga ricevono del pane e dello zucchero, ma noi abbiamo insistito affinché venissero alla nostra tavola a magiare un pasto vero. Erano felici e stupiti per il nostro gesto, ma è stato davvero bello stare assieme, sentire le loro storie e servirgli il pranzo.

Ieri io e Evens abbiamo preparato il terreno dell’orto e mentre lavoravamo la gente che passava mi guardava come se fossi un alieno… un bianco che lavora la terra! Stessa cosa oggi, mentre seminavo con Mery. Gli adolescenti tendenzialmente ridono di noi, perché purtroppo la maggior parte ritiene che il contadino sia un mestiere da poveraccio e non ha considerazione per la terra. Sognano di fare il moto-tassista e si fanno selfie con il cellulare che hanno comprato grazie ai sacrifici dei genitori, probabilmente contadini. Gli adulti e gli anziani in particolare invece ci fanno i complimenti e quando gli spieghiamo che ci piace lavorare la terra, sono curiosi, vengono a parlarci ci chiedono cosa seminiamo, ci danno consigli.

Apprezziamo profondamente questi momenti di scambio con la gente comune e speriamo di essere dei testimoni positivi nei loro confronti, non i soliti bianchi che arrivano con i soldi, con l’intento di aiutare, ma non si sporcano mai le mani, non stanno veramente con la gente e ripetono, magari involontariamente, lo schema del padrone e del servitore.

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